Archivio per fotografia

Sergio Ramazzotti – un fotoreporter in televisione

Posted in Uncategorized with tags , , , on 7 maggio 2009 by error421

Il fotografo Sergio Ramazzotti, tra i fondatori dell’agenzia Parallelozero, è il primo protagonista di una nuova serie televisiva olandese in onda su Veronica TV.

Il format del programma prevede che una troupe televisiva segua un fotoreporter nel mezzo dell’azione, durante la realizzazione di un reportage.

Nel corso della prima puntata si può vedere all’opera Sergio Ramazzotti mentre scatta un servizio sui falchi anticrimine a Napoli.

Qui sotto potete vedere un’anteprima della puntata

La puntata intera la potete vedere qui.

Esquire : un filmato per la cover

Posted in photo with tags , , , , on 29 aprile 2009 by error421

Il numero di giugno dell’Esquire resterà un numero storico.

©Greg Williams

©Greg Williams

Per la prima volta infatti la foto per la cover non è stata realizzata con una macchina fotografica, non è stata “scattata”, ma girata.
Il fotografo Greg Williams ha utilizzato la RedONE, una video camera ad altissima risoluzione.
Megan Fox, la modella scelta per la copertina, è stata lasciata libera di agire sul set per decine di minuti.
“Questo – dice Williams – ha permesso lei di agire più libera, senza essere disturbata dal suono dell’otturatore, e di realizzare scatti più sponatanei”.
Finito lo “shooting” è bastato guardare il girato e selezionare come still pictures i frame migliori.
Greg Williams, fotogiornalista che ha iniziato la sua carriere come inviato in Cecenia e in Sierra Leone, si dedica ora a cose più tranquille: i set cinematografici.
Ovviamente non si butta via niente, oltre allo scatto selezionato per la cover, è stato montato un filmato che sarà disponibile, dal 4 maggio, su esquire.com/megan.
Personalmente ritengo che questo processo non abbia niente a che fare con la fotografia, non per snobbismo o luddismo.
Anzi, da cultore delle nuove tecnologie, penso che queste debbano rappresentare dei passi avanti, al massimo dei passi laterali, ma che non debano snaturare l’oggetto della loro applicazione.
La fotografia penso che presupponga l’osservazione della realtà e la capacità di essere pronti al momento giusto per estrapolarne una porzione ideale.
Il cinema, il viedo making, invece ha come peculiarità una successione temporale. E’ il contrario della fotografia, l’imagine viene esaltata in relazione alla propria appartenenza ad un flusso. Se estraplo una immagine da questo flusso, non ho un video e non ho una fotografia.
Ma business is business, ovviamente.

(thanks to Blackstar and his twitter account)

Kristen Ashburn talk

Posted in Uncategorized with tags , , , on 27 aprile 2009 by error421

Tre Storie al Centre national de l’audiovisuel

Posted in photo with tags , , on 27 aprile 2009 by error421

Il Centre National de l’Audiovisuel (CNA), Lussembrgo, presenta una interessante mostra prodotta per il Mese Europeo della Fotografia.

3-stories

Tre fotografi, Pieter Hugo, Mikhael Subotzky e Paolo Woods raccontano tre storie africane.

Hugo presenta, con il suo lavoro  “The Yena & other Men“, un incredibile viaggio attraverso l’Africa con un gruppo di persone accompagnate dai propri animali. Una narrazione cruda ma quasi onirica e felliniana.

©Pieter Hugo

©Pieter Hugo

Subotzky, con “Beaufort West”, racconta la desolazione di un piccolo villaggio sudafricano, tra Cape Town e Johannesburg.

©Subotzky

©Subotzky

Woods (vincitore del premio Ponchielli) presenta invece il sul lavoro “Chinafrica“, alla scoperta della nuova “colonizzazzione” cinese del continente africano. Uno sguardo incredibilmente lucido e profetico su un mondo che diventa sempre più piccolo.

©Paolo Woods

©Paolo Woods

La mostra si concluderà il 30 maggio.


Fotografia Europea – Reggio Emilia 2009

Posted in photo with tags , , on 27 aprile 2009 by error421

In un panorama non sempre dei più vivaci, è un piacere segnalare il festival di Fotografia Europea 2009 a Reggio Emilia.

©Françoise Huguier, Agence Rapho

©Françoise Huguier, Agence Rapho

Questa edizione è dedicata ad un tema che rappresenta uno dei pilastri della riflesione fotografica : l’eternità.

Ricchissimo il programma, che prevede mostre di alto livello : Josef Sudek, Jean Baudrillard, Balthasar Burkhard, Joan Fontcuberta, Franco Vimercati, Elena Arzuffi, Goran Galić e Gian-Reto Gredig, Maria Papadimitriou, Luigi Ghirri, Clear Light, Antonio Biasiucci, Ivano Bolondi, Katy Couprie, Erminia De Luca, Françoise Huguier, Luigi Menozzi, Giuseppe Pietroniro, Fabio Sandri, Marco Signorini, Riccardo Varini.

La manifestazione durerà dal 30 aprile al 3 maggio, le mostre si potranno visitare sino al 30 giugno.

Etica e photoshop

Posted in photo with tags , , , , , , on 24 aprile 2009 by error421

In questi giorni il dibattito sulla manipolazione e sulla postproduzione (ed il suo rapporto con l’etica) si è decisamente infiammato.

Tutto inizia qualche hanno fa.

In Danimarca vengono cambiate le regole del prestigioso concorso fotografico “Pictures of The Year”, permettendo alla giuria di chiedere ai fotografi anche la consegna dei file RAW, con questa motivazione : “le foto consegnate a Picture of The Year devono essere una rappresentazione veritiera di quanto accaduto davanti alla camera durante l’esposizione. E’ possibile postprodurre l’immagine in modo digitale secondo le pratiche comuni. Vale a dire tagliare, bruciare, scurire, convertire in bianco e nero e in generale correggere colore ed esposizione in modo da preservare le caratteristiche dell’immagine originale. La giuria si riserva il diritto di visionare il file RAW originale, le diapositive o i negativi. In caso di dubbi il fotografo può essere escluso dal concorso.”

Ed è proprio quello che è successo quest’anno.

Al fotogiornalista Klavs Bo Christensen è stato chiesto di consegnare i RAW del suo servizio su Haiti. Qui sotto potete vedere la comparazione tra il file originale e la foto postprodotta e consegnata.

©Klavs Bo Christensen
©Klavs Bo Christensen

Secondo la giuria il fotografo ha esagerato con la postproduzione, ed è stato quindi squalificato dal concorso.

Christensen sostiene invece che la realtà non ha niente a che fare con i file RAW originali, e che da adesso parteciperà solo a concorsi con immagini in bianco e nero.

Questo sul bianco e nero è secondo me un punto importante della discussione, e più avanti lo esaminerò meglio.

Ma c’è un altro caso che sta facendo molto discutere, questa volta negli Stati Uniti.

Il magazine Washingtonian infatti è uscito con una bella cover in cui c’è una paparazzata di Barak Obama in short rossi e una bella tonalità dell’incarnato tendente all’oro.

Peccato che la foto originale fosse un po’ diversa, qui sotto trovate cover e foto.

Obama

Ovviamente i due casi sono completamente diversi.

Nel caso del Washingtonian si è trattata di una scelta, secondo le loro parole,  fatta per rendere il presidente più “hot”, rappresentandolo come una sorta di surfista che passa le sue giornate al sole in California.

Ritengo questa scelta più grave e meno etica, in quanto, in questo caso, c’è una alterazione della realtà non solo fotografica, volendo effettivamente dare una percezione diversa ai propri lettori.

Si è agito infatti su aree specifiche della foto, cambiandone completamente il colore, con l’idea che quasta modifica cambiasse anche la percezione della personalità del soggetto.

Nel caso invece del fotografo danese i cambiamenti sono stati fatti su tutta l’immagine, variando dei paramentri abbastanza soggettivi, in modo uniforme.

Non è infatti detto che il file RAW rappresenti esattamente la realtà, potrebbe essere sottoesposto, sovraesposto, sgranato…

Inoltre si trattava di un concorso fotografico, non di una cover di un magazine di informazione.

A questo proposito vi ricordo l’ormai famoso caso dell’immagine della Reuters di Beirut.

©Adnan Hajj/Reuters
©Adnan Hajj/Reuters

Alcune considerazioni.

Tutti noi abbiamo percezione della realtà in modo diverso.

Non tutti vediamo i colori nello stesso modo, ma anche uno stesso oggetto o un paesaggio assume tonalità, contrasti, ombre a seconda di come lo si illumini, che variano anche in base all’ora del giorno in cui lo si fotografa.

Ultimamente la discussione sul eccessivo utilizzo di postproduzione parte sempre da foto in cui si è scelto di aumentare la saturazione.

E le foto desaturate?

Quante agenzie e quanti fotografi stanno proponendo immagini a colori a cui è stata praticamente tolto il 70% di saturazione? Quella è la realtà?

Si può discutere se un eccesso sia meglio dell’altro, è una questione di gusti, ma sul piano etico sono la stessa cosa, e secondo me nel caso si vada a lavorare su questi parametri non c’è nessuna violazione etica.

Altrimenti lo sarebbe anche il bianco e nero, forse la più grande alterazione della realtà…ma non mi sembra che mai nessun concorso abbia avuto qualcosa da dire.

Ovviamente diverso è il caso di postproduzioni in cui si aggiunga o si tolga un elemento dalla foto originale, ma penso la differenza sia ovvia.

Insomma, non vorrei che la discussione sul rapporto tra etica e photoshop venga dettata da mode o tendenze.

Big pictures sul Boston Globe

Posted in photo with tags , , , , on 23 aprile 2009 by error421

La paranoia del furto di immagini sul web subisce un’altra spallata.

Ho sempre creduto che il fatto di utilizzare sui siti immagini di piccola dimensione fosse assolutamente controproducente.

Probabilmente è vero che molte immagini vengono indebitamente scaricate e riutilizzate, ma di sicuro non da soggetti che le avrebbero altrimenti acquistate.

La dimensioni media dei monitor è aumentata, la possibilità di vedere una foto a pieno schermo, brillante, coinvolgente, è uno dei fattori che rendono il web diverso dalla carta stampata.

Perchè allora continuare a utilizare francobolli sgranati, compressi e inguardabili?

Se l’editoria on line vuole veramente diventare una valida alternativa al cartaceo, che sfrutti le potenzialità del supporto.

Riguardo alla dimensione delle immagini vi consiglio la nuova directory del Boston Globe, The Big Pictures.

Tra l’altro hanno dedicato un reportage fotografico al terremoto in Abruzzo. Sinceramente sono state più emozianti e forse esplicative queste foto di decine di ore di insulse e volgari trasmissioni televisive.

Complimenti