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Etica e photoshop

Posted in photo with tags , , , , , , on 24 aprile 2009 by error421

In questi giorni il dibattito sulla manipolazione e sulla postproduzione (ed il suo rapporto con l’etica) si è decisamente infiammato.

Tutto inizia qualche hanno fa.

In Danimarca vengono cambiate le regole del prestigioso concorso fotografico “Pictures of The Year”, permettendo alla giuria di chiedere ai fotografi anche la consegna dei file RAW, con questa motivazione : “le foto consegnate a Picture of The Year devono essere una rappresentazione veritiera di quanto accaduto davanti alla camera durante l’esposizione. E’ possibile postprodurre l’immagine in modo digitale secondo le pratiche comuni. Vale a dire tagliare, bruciare, scurire, convertire in bianco e nero e in generale correggere colore ed esposizione in modo da preservare le caratteristiche dell’immagine originale. La giuria si riserva il diritto di visionare il file RAW originale, le diapositive o i negativi. In caso di dubbi il fotografo può essere escluso dal concorso.”

Ed è proprio quello che è successo quest’anno.

Al fotogiornalista Klavs Bo Christensen è stato chiesto di consegnare i RAW del suo servizio su Haiti. Qui sotto potete vedere la comparazione tra il file originale e la foto postprodotta e consegnata.

©Klavs Bo Christensen
©Klavs Bo Christensen

Secondo la giuria il fotografo ha esagerato con la postproduzione, ed è stato quindi squalificato dal concorso.

Christensen sostiene invece che la realtà non ha niente a che fare con i file RAW originali, e che da adesso parteciperà solo a concorsi con immagini in bianco e nero.

Questo sul bianco e nero è secondo me un punto importante della discussione, e più avanti lo esaminerò meglio.

Ma c’è un altro caso che sta facendo molto discutere, questa volta negli Stati Uniti.

Il magazine Washingtonian infatti è uscito con una bella cover in cui c’è una paparazzata di Barak Obama in short rossi e una bella tonalità dell’incarnato tendente all’oro.

Peccato che la foto originale fosse un po’ diversa, qui sotto trovate cover e foto.

Obama

Ovviamente i due casi sono completamente diversi.

Nel caso del Washingtonian si è trattata di una scelta, secondo le loro parole,  fatta per rendere il presidente più “hot”, rappresentandolo come una sorta di surfista che passa le sue giornate al sole in California.

Ritengo questa scelta più grave e meno etica, in quanto, in questo caso, c’è una alterazione della realtà non solo fotografica, volendo effettivamente dare una percezione diversa ai propri lettori.

Si è agito infatti su aree specifiche della foto, cambiandone completamente il colore, con l’idea che quasta modifica cambiasse anche la percezione della personalità del soggetto.

Nel caso invece del fotografo danese i cambiamenti sono stati fatti su tutta l’immagine, variando dei paramentri abbastanza soggettivi, in modo uniforme.

Non è infatti detto che il file RAW rappresenti esattamente la realtà, potrebbe essere sottoesposto, sovraesposto, sgranato…

Inoltre si trattava di un concorso fotografico, non di una cover di un magazine di informazione.

A questo proposito vi ricordo l’ormai famoso caso dell’immagine della Reuters di Beirut.

©Adnan Hajj/Reuters
©Adnan Hajj/Reuters

Alcune considerazioni.

Tutti noi abbiamo percezione della realtà in modo diverso.

Non tutti vediamo i colori nello stesso modo, ma anche uno stesso oggetto o un paesaggio assume tonalità, contrasti, ombre a seconda di come lo si illumini, che variano anche in base all’ora del giorno in cui lo si fotografa.

Ultimamente la discussione sul eccessivo utilizzo di postproduzione parte sempre da foto in cui si è scelto di aumentare la saturazione.

E le foto desaturate?

Quante agenzie e quanti fotografi stanno proponendo immagini a colori a cui è stata praticamente tolto il 70% di saturazione? Quella è la realtà?

Si può discutere se un eccesso sia meglio dell’altro, è una questione di gusti, ma sul piano etico sono la stessa cosa, e secondo me nel caso si vada a lavorare su questi parametri non c’è nessuna violazione etica.

Altrimenti lo sarebbe anche il bianco e nero, forse la più grande alterazione della realtà…ma non mi sembra che mai nessun concorso abbia avuto qualcosa da dire.

Ovviamente diverso è il caso di postproduzioni in cui si aggiunga o si tolga un elemento dalla foto originale, ma penso la differenza sia ovvia.

Insomma, non vorrei che la discussione sul rapporto tra etica e photoshop venga dettata da mode o tendenze.